Vivi Reggio Calabria

lunedì 4 gennaio 2010

Attacco di stampo mafioso alla Procura di Reggio Calabria

La 'ndrangheta alza il tiro a Reggio Calabria e attacca la Procura della Repubblica calabrese attiva nella confisca dei beni alle consorterie mafiose.
Il ministro dell'Interno, Maroni, dopo la bomba fatta esplodere l'altra mattina davanti il tribunale in via Cimino nel capoluogo reggino, sarà in prefettura a Reggio il 7 gennaio per una riunione straordinaria. Il nuovo anno è iniziato in Calabria con una deflagrazione, di stampo mafioso, contro il lavoro svolto dalla magistratura che sta attaccando la 'ndrangheta attraverso la confisca dei patrimoni. Il botto ha svegliato l'intero quartiere, nell'area di via Cimino, fortunatamente, non si sono registrati danni a persone. L'esplosione ha scardinato il portone di metallo degli uffici del giudice di pace e danneggiato gli infissi della Procura generale. L'ordigno, confezionato da mani esperte- come dichiarato dallo stesso procuratore generale Salvatore Di Landro – è stato preparato mettendo un quantitativo di tritolo e una miccia sopra il regolatore di una bombola di gas. Il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza ha tradotto questo grave attentato come di matrice mafiosa. Un colpo diretto, un avvertimento che la criminalità ha lanciato contro il lavoro svolto dai magistrati nella confisca dei patrimoni mafiosi. Un segnale contro gli inquirenti che stanno lavorando alacremente nel contrastare la 'ndrangheta. Le immagini degli attentatori sono state immortalate dalle telecamere di videosorveglianza esterna. L'occhio del “grande fratello” ha filmato due individui con il volto completamente coperto da casco integrale che, in sella a uno scooter, si sono fermati davanti gli uffici del tribunale reggino. Uno dei due uomini con il volto coperto, è sceso dal motorino, ha piazzato e sistemato la carica esplosiva, risalito a bordo del mezzo allontanandosi con il suo complice. Dopo un minuto l'esplosione. L'attenzione degli inquirenti, in particolare gli specialisti dell'Arma e gli artificieri del nucleo antisabotaggio del XII reparto mobile della Polizia intervenuti sul posto dell'attentato, stanno analizzando la tecnica di confezionamento dell'ordigno. Una metodologia utilizzata anche in un altro attentato, fortunatamente fallito, nel mese di dicembre scorso ai danni di un esercizio commerciale della città di Reggio. Intanto, solidarietà e vicinanza alle Forze dell'ordine, magistrati e tutti i calabresi, sono stati inviati dalle più alte cariche dello Stato e dai rappresentanti da tutti gli schieramenti politici.
Tutti pronti nel ribadire che il vile danno contro il lavoro dei giudici non fermerà la lotta alla criminalità organizzata.Angela Mendicino

http://www.calabriaonline.com

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