
Il bergamotto è coltivato nella zona di Roccella Jonica e Gioiosa Jonica, intorno a Brancaleone, Bruzzano Zeffirio, Capo Spartivento (Bova e Melito Porto Salvo) e in gran parte delle località del Basso Ionio-Reggino. Le varietà che vengono coltivate sono la “femminella” e la “castagnara”. Circa il 90% della produzione italiana viene assorbita dall’industria profumiera e liquoristica straniera. La fioritura avviene dalla fine di marzo alla metà di maggio e la raccolta dei frutti si effettua dai primi di novembre alla fine di febbraio. Gli ingredienti del liquore al bergamotto, come per le altre bevande alcoliche, sono genuini e semplici: alcol idrato, zucchero, essenza di bergamotto e per finire gli aromi, rigorosamente, naturali. Si tratta di un liquore digestivo, dissetante che deve essere servito freddissimo. Si utilizza, anche, per aromatizzare prodotti a base di limone grazie alla sua deliziosa fragranza, che ben si sposa con gli agrumi in genere.
L'origine del Bergamotto è incerta. I più ritengono che esso derivi da mutazione da altra specie agrumaria (limetta e arancia amara). Per quanto attiene la provenienza, la leggenda vorrebbe far derivare il bergamotto dalle Isole Canarie, dove sarebbe stato importato da Cristoforo Colombo; ma tuttavia, l'unico luogo nel mondo dove il Bergamotto fruttifica ottimamente è quella breve zona del territorio calabrese. L'etimologia più attendibile è Beg-armudi, "pero del signore" in turco, per la somiglianza che il Bergamotto ha con la pera bergamotta.
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