Il duplice intento è quello di individuare il ruolo delle minoranze come interfaccia dell’Europa in ambito mediterraneo e delineare alcune problematiche linguistiche come punto di partenza per futuri seminari di approfondimento. Si discute sulla possibilità di salvare il greco calabro, anche se qualcuno afferma che sia ormai una lingua morta, ritenendone irreversibile il processo estintivo. Certo è che i parlanti costituiscono nella nostra realtà un presenza minoritaria, ma di certo non è minoritaria la cultura che fa capo alla tradizione greco-calabra. Eponimi e toponimi sono gli effetti più appariscenti, ma non vanno trascurati tradizioni e caratteri popolari che contribuiscono alla definizione di una identità.
Ieri, alla conferenza di presentazione presso la Sala Biblioteca del palazzo della Provincia di Reggio Calabria, hanno presenziato la dott.ssa Vicky Bafataki, nota giornalista greca, il Presidente del Coordinamento Giuseppe Zindato, il Vice Sindaco di Roghudi Mario Maesano e il dott. Carmelo Nucera, noti cultori greco-calabri. Al percorso storico e linguistico che si intraprende col convegno, si combinano gli interventi di relatori, studiosi e vari partecipanti che con la loro partecipazione si fanno testimoni della sensibilità necessaria per la difesa della presenza dei Greci di Calabria, che rappresenta anche una nostra identità intrisa di valori.
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